Costo badante in aumento: come tutelare te e i tuoi cari nel caso perdessi l’autosufficienza

In questo articolo voglio parlarti di un tema poco trattato ma che può avere conseguenze molto gravi se non gestito correttamente: la perdita dell’autosufficienza. Ti spiegherò di cosa si tratta e come si gestisce correttamente. Alla fine dell’articolo troverai una soluzione pratica per anticipare questo problema ed evitare i frequenti traumi finanziari a esso associati. 

Cos’è la perdita dell’autosufficienza? 

Si tratta di una tematica triste ma che può avere conseguenze gravi per te e chi ti vuole bene. Che avvenga a causa dell’età oppure per incidenti o patologie, in molte famiglie sono il coniuge, i figli o altre persone vicine a prendersi cura di chi perde l’autosufficienza. Spesso si tratta di un gesto che, se fatto con amore e senza costrizione, può essere la soluzione ideale per tutti. Tuttavia, in molti casi diventa una costrizione che non giova a nessuno degli interessati. 

La perdita dell’autosufficienza comporta l‘impossibilità di portare a termine attività basilari come nutrirsi autonomamente, andare in bagno da soli, vestirsi, etc. Chi non è più autosufficiente ha bisogno di assistenza 24/24 sette giorni su sette per avere una vita serena e dignitosa.

Quali sono le conseguenze della perdita dell’autosufficienza?

Non puoi pensare che, nel malaugurato caso in cui perdessi l’autosufficienza, saranno necessariamente i tuoi cari a voler dedicare la propria vita a prendersi cura di te. In molti casi il coniuge, figli, parenti o amici, hanno la propria vita da portare avanti. Prendersi cura di te comporterebbe un cambio radicale delle loro vite che potrebbe non renderli felici, specialmente nel lungo termine.

Sarebbe piuttosto egoistico presumere o, peggio, pretendere che qualcuno debba necessariamente rimboccarsi le maniche per accudirti. Se un tuo caro decidesse di farlo autonomamente e senza obbligo, si tratterebbe di una scelta d’amore e probabilmente la cosa più bella che possa accadere. Ma è importante non darlo per scontato. In caso di perdita dell’autosufficienza è importantissimo avere l’opzione di assumere un/una badante convivente o colf

Quanto costa assumere una badante convivente?

In questo articolo mi focalizzerò esclusivamente su quanto costa una badante assunta in regola, ovvero secondo norma di legge. Sebbene in Italia il pagamento “in nero” dei badanti sia ampiamente utilizzato, questo inquadramento comporta notevoli rischi che spesso possono renderne vano il presunto risparmio economico.

L’argomento è articolato perché esistono varie tipologie d’inquadramento del/della badante, un CCNL con stipendi minimi, alcune indennità, contributi previdenziali, TFR, tredicesima etc. Per farla semplice, posso dirti che lo stipendio badante giorno e notte difficilmente può essere inferiore ai 1.300€ al mese ma potrebbe tranquillamente toccare anche i 2.000€, a seconda delle situazioni.

Come puoi vedere si tratta di un costo enorme, che spesso non può essere affrontato da chi non dispone di risorse sufficienti per potertelo permettere.

In alcuni casi il coniuge, i figli o eventuali amici potrebbero essere contenti di metter mano al proprio portafogli e farsene carico pagando un/una badante convivente. In altri, invece, non gli resta altra scelta che mettere in pausa le proprie vite, rimboccarsi le maniche e prendersi cura di te come meglio possono. È una situazione estremamente diffusa: basta pensare che in Italia 7 famiglie su 10 esercitano il “care diretto” ovvero si prendono cura direttamente di persone non autosufficienti.

Ancora più grave è il fatto che il costo badante convivente è in netto aumento: secondo il Sole 24 Ore, nel 2023 il costo badante aumenterà di circa il 10% rispetto al 2022. La ragione principale degli aumenti deriva dall’incremento dell’inflazione. Questo è un fenomeno normale è continuerà nel tempo, quindi il costo del badante sarà sempre in crescita. Ipotizzando un tasso d’inflazione media del 3%, nei prossimi anni potrebbe arrivare a toccare i 2.500, 3.000 o addirittura 3.500 euro (a seconda del costo attuale e da quanto è lungo l’orizzonte temporale del calcolo). 

Perchè l’aumento del costo badante è un problema?

Spesso accudire una persona non autosufficiente non è una scelta, ma un obbligo morale. Poiché assumere un badante ha dei costi importanti, in molti casi mancano le risorse finanziare necessarie per far fronte a questa spesa. L’unica alternativa che coniuge, figli, parenti o amici avrebbero sarebbe l’abbandono della persona non autosufficiente: un’opzione che, giustamente, non va neanche contemplata.  

Questo è un problema in primis perché la persona non autosufficiente non riceve assistenza professionale. Anche se sopperite dall’amore di un caro che si prende cura di te, è sempre una soluzione raffazzonata. In alcuni casi sarebbe più indicata la presenza di un badante specializzato formato per gestire situazioni o patologie specifiche. 

Inoltre, c’è il fatto che, anche se fatto con amore, essere costretti ad accudire una persona non autosufficiente può non essere una prospettiva allettante per alcuni. Avere la propria vita, famiglia, aspirazioni non è un peccato, come non lo è non essere disposti a rinunciare a tutto per prendersi cura di una persona non autosufficiente. Dal mio punto di vista ognuno ha diritto a cercare la propria felicità vivendo la vita come a modo proprio.

Per ovviare a questi problemi, esiste una soluzione molto efficace. Continua a leggere per scoprire di cosa si tratta. 

La soluzione all’aumento prezzi badante: la polizza assicurativa LTC (Long Term Care)

Esiste una soluzione molto efficace per prevenire le necessità finanziarie derivanti da una malaugurata non autosufficienza. Come in moltissimi altri casi si tratta di una polizza assicurativa che permette di gestire questo rischio: la polizza long term care. 

Cos’è l’assicurazione Long Term Care?

Si tratta di una polizza assicurativa che permette d’immunizzarsi dal rischio di perdita dell’autosufficienza. A fronte del pagamento di un premio, tipicamente annuale, l’assicurazione ti corrisponderebbe un importo mensile per tutta la durata del periodo di non autosufficienza. La finalità è ovviamente quella di fornirti le risorse per pagare un eventuale badante senza dover necessariamente intaccare il tuo patrimonio personale o dover chiedere i soldi a coniuge, figli, parenti o amici. 

L’importo che l’assicurazione corrisponderebbe viene deciso dal contraente nel momento della stipula. È evidente che a fronte di un indennizzo mensile maggiore, maggiore sarà il premio annuale da pagare. 

Quanto costa una polizza Long-Term-Care?

Purtroppo stimare il costo di una polizza LTC non è facile perchè può variare anche di molto in base alla compagnia assicurativa e, soprattutto, all’indennizzo mensile che si sceglie e l’età del contraente. Dalla mia esperienza posso però dirti che esistono due tipologie fondamentali di polizze long term care: 

  1. le polizze LTC con premio fisso
  2. le polizze LTC con scatto di premio

La prima tipologia, come si evince facilmente dal nome, ha un premio che rimane invariato per tutta la durata del periodo di pagamento. La seconda, invece, generalmente prevede due importi diversi: un premio (molto basso) che si paga fino a una certa età (ad esempio 70 anni) e un altro (molto più alto) che pagheresti da quell’età in poi. 

Esempio personale: che polizza LTC ho scelto io?

Nel mio caso specifico, ho fatto questo ragionamento: il mio problema è coprire il rischio di perdita di autosufficienza nel breve e medio periodo perché non avrei risorse sufficienti ad auto assicurarmi. Se questo accadesse nel lungo termine, presumo di aver accumulato dei fondi sufficienti per pagare una badante senza dover ricorrere a un’assicurazione (che non è altro che la definizione di auto assicurazione)

Per questa ragione ho optato per la seconda tipologia di polizza LTC. Pagherò poco più di 200 euro l’anno fino a 71 anni di età (stipula fatta quando avevo 34 anni) mentre, se volessi continuare ad averla anche dopo, il premio da pagare sarebbe molto più salato, ammontando a circa 5.000 euro l’anno. 

Come spiegato prima, ho scelto questa opzione perché mi permette di coprire il rischio di non autosufficienza a un prezzo vantaggioso fino ai 71 anni. Dopodiché interromperò il pagamento della polizza usando fondi personali accumulati per autoassicurarmi qualora avessi bisogno di assumere un/una badante.

Se ti interessa scegliere una polizza LTC, ti consiglio di rivolgerti alle principali società assicurative e chiedere dei preventivi personalizzati in base alle tue esigenze. È una scelta importante che farai una volta sola nella vita, quindi dedicaci il giusto tempo e attenzione

Domande per i lettori

Hai mai pensato al malaugurato rischio che un giorno potresti perdere l’autosufficienza e che potresti aver bisogno di un badante? Qual è il costo di una badante nella tua zona? Avevi già sentito parlare di polizze Long Term Care prima di leggere questo post? Prenderesti in considerazione questo strumento assicurativo oppure preferisci altre soluzioni?

Mi farebbe molto piacere avere la tua opinione. Scrivimi a info@felicitafinanziaria.it o mandami un messaggio per dirmi cosa ne pensi!

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